Una testa, un volto

Una mostra fatta di sguardi contro ogni forma di discriminazione, con 40 grandi ritratti – scattati tra Oriente, sud e centro America – che raccontano l’unicità di ogni individuo e il rispetto per la vita, che non ha colore.

Venerdì 30 novembre alle ore 12.30, in occasione della prima Biennale della Cooperazione italiana, inaugura a Bologna la mostra del fotografo americano Steve McCurry “Una testa, un volto. Pari nelle differenze”. La mostra è in programma fino a domenica 6 gennaio presso le Collezioni comunali d’arte a Palazzo d’Accursio (piazza Maggiore 6).

India, Tibet, Pakistan, Afghanistan, Cuba: le fotografie di Steve McCurry ritraggono una serie di volti in cui riconoscersi al di là di confini e barriere. Fotografie che educano alla conoscenza e alla visione senza pregiudizi dell’altro, per salvaguardare il patrimonio delle differenze tra le culture nel mondo. Perché è proprio la cultura l’unico mezzo per salvarci in quanto esseri umani. Da qui il titolo della mostra che, parafrasando uno dei valori cardine del cooperare, ossia la parità di ciascuno nel prendere decisioni, lo ripropone nei termini universali dell’equità: “una testa, un voto” diventa così “Una testa, un volto”, il pensiero e i tratti che rendono ogni persona irripetibile. E che, coniugati al plurale, generano una comunità che produce il domani.

Venerdì 30 novembre, a Bologna, Steve McCurry riceverà inoltre il premioColomba d’oro internazionale” nell’ambito del premio “Colombe d’oro per la pace”, che l’Istituto di ricerche internazionali Archivio Disarmo gli ha riconosciuto per “la competenza del professionista e l’ispirazione dell’artista nel mostrare la natura umana attraverso le immagini, con un’autenticità e un’immediatezza che sono raramente raggiunte dalla parola parlata e scritta”. “Le sue fotografie, scattate ai quattro angoli del pianeta nei territori devastati dai conflitti – si legge ancora nella motivazione del premio – mostrano una straordinaria capacità di catturare l’anima e raccontare le storie dei soggetti incontrati, attraverso un uso consapevole e accorto dello strumento fotografico”. Alle ore 18.30, Steve McCurry parteciperà a un incontro pubblico sull’eguaglianza nel Salone del Podestà di Palazzo Re Enzo.

Orari

Apertura: da martedì a domenica dalle ore 10.00 alle 18.30

Chiusura: tutti i lunedì e 25 dicembre

Aperture straordinarie: 24 dicembre e 1 gennaio

Biglietti d’ingresso

Biglietti di ingresso per la mostra di Steve McCurry e visita alle Collezioni Comunali d’Arte:

  • 10 euro intero;
  • 5 euro ridotto (Card Musei Metropolitani Bologna e Bologna Welcome Card; minori tra i 12 e 18 anni);
  • gratuito per minori fino a 12 anni.

Steve McCurry

Da più di 30 anni, Steve McCurry è considerato una delle voci più autorevoli della fotografia contemporanea. Nato a Philadelphia nel 1950, ha lavorato per la Magnum Agency viaggiando in tutti i continenti, pubblicando su testate come New York Times, Time e National Geographic. Le sue fotografie raccontano conflitti, culture che stanno scomparendo, tradizioni antiche e abitudini contemporanee, mantenendo sempre al centro l’elemento umano, valorizzato attraverso il focus sui volti. McCurry è universalmente riconosciuto come “il fotografo di Sharbat Gula”, la ragazza afgana ritratta in un campo di rifugiati a Peshawar, in Pakistan: nel giugno 1985 la foto è stata scelta come copertina del National Geographic, diventando un’icona di quella e di molte altre guerre. McCurry è stato insignito di importanti premi della fotografia, come la Robert Capa Gold Medal, il premio della National Press Photographers Association e quattro premi World Press Photo. Il ministro della Cultura francese lo ha nominato cavaliere dell’Ordine delle Arti e delle Lettere e la Royal Photographic Society di Londra gli ha conferito la Centenary Medal for Lifetime Achievement. Le fotografie di McCurry fanno parte delle collezioni di musei come l’International Center of Photography di New York, il Tokyo Museum of Modern Art e il Philadelphia Museum of Art. McCurry ha pubblicato molti libri, tra cui The Imperial Way (1985), Monsoon (1988), Portraits (1999), South Southeast (2000), Sanctuary (2002), The Path to Buddha: A Tibetan Pilgrimage (2003), Steve McCurry (2005), Looking East (2006), In the Shadow of Mountains (2007), The Unguarded Moment (2009), The Iconic Photographs (2011), Untold: The Stories Behind the Photographs (2013), From These Hands: A Journey Along the Coffee Trail (2015), e India (2015).

La mostra “Una testa, un volto. Pari nelle differenze” è promossa dall’Alleanza delle Cooperative italiane, il coordinamento delle centrali Confcooperative, Legacoop e Agci.

A cura di SudEst 57 e Biba Giacchetti, con Monica Fantini e Fabio Lazzari, scenografie di Peter Bottazzi, video di Matteo Lolletti e Juan Martin Baigorria per Sunset Comunicazione, grafica di Nicola Lazzari, allestimenti di Sistema Lab.

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