Shirin Ebadi

Premio Nobel per la PACE

Shirin Ebadi

Premio Nobel per la PACE

Biografia

Premio Nobel per la pace 2003, da sempre sfida il regime violento e oppressivo del proprio Paese. È convinta che solo riconoscendo più diritti a donne e bambini si potrà avviare un processo virtuoso che porterà ad una maggiore uguaglianza tra classi sociali e stabilità politica in Medio Oriente

È stata uno dei primi giudici donna in Iran e la prima a diventare Presidente della Corte Suprema. È l’undicesima donna a ricevere il Nobel per la Pace, nonché prima iraniana e prima donna musulmana a ottenere il prestigioso riconoscimento. Shirin Ebadi ha sempre combattuto in prima linea per i diritti civili, per la pace e per il riconoscimento della donna. Si è laureata in giurisprudenza a Tehran diventando subito dopo un magistrato. Dal 1975 al 1979 ha ricoperto la carica di presidente di una sezione del tribunale di Tehran. Dopo la Rivoluzione Islamica del 1979 è stata costretta, come tutte le donne giudice, ad abbandonare la magistratura. Dopo un periodo difficile di pubblicazioni e di lotta a difesa del proprio ruolo professionale, nel 1992 ottiene l’autorizzazione a operare come avvocato e apre uno studio proprio. Nel 1994 è stata una dei fondatori della “Society for Protecting the Child’s Rights”, un’associazione non-governativa della quale è tuttora dirigente. Ha avuto un ruolo di rilievo nella campagna di sostegno al presidente riformista Mohammad Khatami. Come avvocato è solita occuparsi di casi di liberali e dissidenti entrati in conflitto con il sistema giudiziario iraniano che resta uno dei bastioni dell’ala di governo più conservatrice. Nel 2003 le è stato conferito il Premio Nobel per la pace, premio che nel 2009 è stato sequestrato dalla polizia di Teheran nel corso di un’irruzione mentre lei si trovava all’estero. Attualmente Shirin Ebadi vive un esilio forzoso a Londra nell’attesa di poter rientrare nel suo Paese.